Catania: domani il giorno della verità. Gli scenari possibili

Domani sarà il giorno della verità per il Catania. Tre gli scenari possibili, perché il quarto farebbe troppo male e non vogliamo inserirlo nel novero delle opzioni praticabili, pur elencandolo per puro dovere di cronaca:

-la cessione del titolo sportivo a un’eventuale nuova proprietà che avrà inviato una pec ai curatori fallimentari per partecipare all’asta pubblica;

-proroga dell’esercizio provvisorio nel caso in cui non pervenisse alcuna offerta (la scadenza è prevista per il 28 febbraio;

-indire un nuovo bando;

-la fine.

La Gazzetta dello Sport, edizione odierna, traccia l’iter da seguire:

“L’asta di un milione, gli altri 3 da versare strada facendo, il rilancio da assicurare tramite un piano industriale: oggi acquistare il titolo è conveniente visto che prima servivano circa 60 milioni. Questo è accaduto perché la SIGI non ha ricapitalizzato e non ha presentato, nell’udienza prefallimentare, un piano industriale”.

(Fonte immagine: NewSicilia.it)

Monteagudo elogia Izco: “E’ come un fratello maggiore per me”

Nell’intervista rilasciata a “La Gazzetta dello Sport”, Juan Cruz Monteagudo ha speso parole d’elogio nei confronti di Mariano Izco, suo idolo ai tempi del Catania argentino in Serie A e, oggi, compagno di squadra, amico, traduttore simultaneo e mentore:

“Mariano è come un fratello maggiore. Il primo giorno mi ha accolto, mi ha aiutato, mi ha fatto da traduttore. E’ tutto: compagno, insegnante d’italiano, consigliere. Mi fa sentire più sicuro, più vicino a casa mia”.

Monteagudo ha svelato che da ragazzino giocava alla PlayStation con il Catania di Simeone dove militava anche Mariano Izco.

(fonte foto: lasicilia.it)

Mood in campo – Mente libera da ogni pensiero e massima concentrazione

Mood in campo” è la nuova rubrica targata Catania Mood che vi accompagnerà settimanalmente all’interno della quale troverete analisi sullo stato di forma e sulle condizioni dei vari avversari, ma anche aspetti legati principalmente alla nostra squadra del cuore. 

L’importante vittoria di Torre del Greco catapulta letteralmente i ragazzi di Baldini verso un entusiasmo notevole presente sicuramente per gran parte di questa settimana che culminerà con la sfida di sabato tra le mura amiche del “Massimino” contro una delle sorprese del campionato: il Picerno. 

Ebbene sì, il match che ci attende non sarà di certo di facile portata dato che gli ospiti verranno in Sicilia per portare a casa dei punti necessari per il loro obiettivo finale nonché la permanenza in Serie C, d’altro canto per i lucani si tratta della seconda partecipazione in un campionato professionistico dopo l’esperienza della stagione 2019-20. 

Il Catania come detto arriva alla sfida di sabato con l’entusiasmo alle stelle in virtù della prestazione di notevole caratura contro la Turris, un 1-3 roboante contro ogni pronostico. Di mezzo però c’è la fatidica data dell’11 febbraio, esattamente il giorno prima del match, in cui è prevista l’asta per l’assegnazione del titolo sportivo che potrebbe dare nuova vita o meglio nuova linfa all’intero ambiente. Mister Baldini però ha sempre cercato di “distrarre” i propri ragazzi da ciò che potrà succedere l’11, chiedendo massima concentrazione sui campi verdi di Torre del Grifo lasciando la mente libera da ogni pensiero per focalizzarsi su allenamenti e sui futuri match da giocare (si spera). Rossazzurri che dovranno fare a meno dello squalificato Riccardo Cataldi, ammonito con diffida nella sfida di Torre del Greco, al suo posto possibile chance per il neo acquisto Pierluigi Simonetti affiancato da Rosaia e uno tra Provenzano e Greco, con quest’ultimo che potrebbe giocare anche nei tre davanti, in rampa di lancio sicuramente Alessandro Albertini, galvanizzato anche dal gol alla Turris che ha scacciato via i pensieri negativi legati al clamoroso errore della sfida casalinga contro il Catanzaro che è costato caro ai rossazzurri. 

Gli ospiti lucani invece sono reduci dal roboante 3-0 casalingo contro i biancoverdi pugliesi del Monopoli, una vittoria abbastanza agevole che ha portato gli uomini allenati da mister Leonardo Colucci ad occupare la decima casella nella classifica generale entrando nella mini classifica per i play off, raggiungendo quota 33 e salvezza sempre più vicina dunque per i rossoblù che distano solo 4 lunghezze dai rossazzurri a quota 29. In grande spolvero l’ex di turno Reginaldo che ha già siglato quattro gol, l’ultimo dei quali nella sfida del “San Filippo” contro l’ACR Messina, divenendo il vice capocannoniere dei lucani dietro solo a Federico Gerardi che ha già il proprio nome nel tabellino per ben cinque volte. Il quadro è decisamente scarno, ci racconta di un Catania imbattuto nei tre precedenti tra le due squadre: tre vittorie rossazzurre, due nella stagione 2019-20 e una vittoria per 0-1 nel match di andata di questo campionato.

Biondi Catania
Player Of The Week – Biondi, il “10” che non incanta, ma che convince

Il numero 10 è divino poiché perfetto, in quanto riunisce in una nuova unità tutti i principi espressi nei numeri dall’uno al nove. Per questo motivo il numero 10 è anche denominato Cielo, ad indicare la perfezione di tutte le cose. Anche nel mondo del calcio, lo sport per eccellenza, il numero 10 ha un significato prestigioso. Chi porta questo numero sulle spalle è, o dovrebbe essere, indubbiamente il calciatore simbolo di quelle squadra. L’elemento da cui ci si aspetta estro, fantasia, genialità, molto più della sostanza del calcio, ovvero i gol. 

Nel Catania il numero dieci da questa stagione staziona sotto il nome di un giocatore emblema dell’essere catanese: Kevin Biondi.
Classe ’99, nato proprio ai piedi dell’Etna, il centrocampista rossazzurro ha avuto ed ha l’onore di indossare un numero che negli anni ha riempito le maglie di calciatori rimasti nella storia rossazzurra. Da Manca, a De Zerbi, passando per Mascara e per finire con Lodi, tanto per citarne alcuni. Una responsabilità importante, perché quel numero diverso da tutti gli altri ti “obbliga” ad estasiare il pubblico e a regalare la giocata che lascia con la bocca aperta. 

Il ragazzo “marca liotru”, ritornato a Catania dopo la celere esperienza in Serie B con la maglia nero-verde del Pordenone, partito in sordina nella fase iniziale del campionato, ha pian pianino guadagnato la titolarità divenendo ultimamente uno dei calciatori più utilizzati da mister Baldini. Kevin ha cercato di ripagare la fiducia del suo allenatore provando a sfoderare delle prestazioni che confermassero la buona intuizione del suo tecnico. Una risposta importante, ad esempio, la si è avuta nella partita più importante per un catanese come Biondi, il derby vinto contro il Palermo lo scorso 12 dicembre.  Quella fu certamente la sua miglior prestazione, dove mancò soltanto la via della rete, che per l’impegno profuso avrebbe pur meritato. 

Una permormance quella, che lasciava ben sperare: finalmente il talento tanto discusso da chi lo ha visto crescere riesce a deliziare anche con la maglia della prima squadra. Tuttavia, dopo quella prova soddisfacente, Biondi è sembrato ritornare agli standard soliti: un calciatore che sembra possedere una buona dose di tecnica, ma che non riesce a convincere pienamente dando le giuste risposte sul campo. Persino nella gara di domenica pomeriggio a Torre del Greco, dopo un primo tempo opaco, ha cercato di partecipare al pomeriggio positivo del resto della squadra cercando con insistenza la via della rete, ma non riuscendo a lasciare il segno. 

Insomma, Biondi deve ancora crescere, questo è fuor di dubbio, e seppur ancora non incanta, nonostante il 10 che porta sulle spalle, la fiducia che gli dà mister Baldini fa ben sperare sul fatto che, passo dopo passo, questo ragazzo potrà definitivamente spiccare il volo e dimostrare le sue qualità, che certamente ci sono. Magari la stagione particolare che si sta vivendo influisce e non poco. Chissà se con una nuova proprietà Biondi non potrà essere il calciatore simbolo su cui rifondare un nuovo undici. Staremo a vedere, ma è fuor di dubbio che ancora Kevin deve dimostrare tanto e dare le risposte a chi, magari, non è contento dell’andamento altalenante della sua stagione. 

Picerno, mister Colucci: “Ora sotto col Catania”. E Reginaldo scalpita

Non è semplice rifilare tre reti al Monopoli come del resto non era semplice imporsi a Torre del Greco contro la Turris con altrettante segnature. Eppure il Catania di Baldini e il Picerno di Colucci sono riusciti nelle rispettive imprese come sottolinea lo stesso allenatore dei lucani:

“Il 3-0 al Monopoli? Le vittorie non sono mai facili, siamo stati bravi ad incanalare la partita sul binario giusto – riporta restodelcalcio.it-. Prima della partita il capitano e Reginaldo hanno avuto qualche problema, motivo in più per dire che questa è davvero la vittoria del gruppo. 

Io e la società vogliamo in primis che questa squadra sia un grande gruppo, chiunque gioca deve portare in alto il nome di Picerno indipendentemente dal risultato.  Dall’inizio della mia avventura qui a Picerno ho sempre detto che bisogna giocare la partita e non farsi giocare dalla partita, in campo si va sempre in undici contro undici e dobbiamo farci rispettare onorando la maglia. Ora pensiamo al Catania”.

Proprio l’ex attaccante brasiliano del Catania, Reginaldo, dovrebbe rientrare tra gli arruolabili dopo un leggero fastidio muscolare che lo ha tenuto fuori dalla lista dei convocati contro il Monopoli. 

(foto: avellinotoday.it)

Catania, mister Mularoni scalda i motori: ha già battuto il Picerno

Il tecnico sanmarinese, Luciano Mularoni, vice di Francesco Baldini, siederà sulla panchina rossazzurra sabato alle ore 17:30 in occasione del match contro il Picerno.

La squalifica per tre giornate inflitta a Baldini (la società sta valutando se presentare ricorso, ndr), favorisce Mularoni, un vero e proprio jolly contro i lucani: all’andata infatti sedette sulla panchina rossazzurra al posto di Baldini, squalificato anche allora, e i rossazzurri si imposero per 0-1 grazie al gol di Moro si rigore al 79′ lo scorso 4 ottobre.

Per gli amanti della cabala, un punto a nostro favore. Ma occorre tenere alta la concentrazione per scacciare i fantasmi dell’appagamento dopo la prova d’orgoglio sciorinata a Torre del Greco. Non dobbiamo steccare con le squadre alla nostra partita e fare la voce grossa con le big. Non ce lo possiamo permettere.

(foto: fsgc.sm)

Catania
Monteagudo: “Da Simeone a Barrientos: con loro giocavo alla PlayStation”

“In mezz’ora puoi passare dal mare alla montagna: Catania è una città incredibile”, con queste parole esordisce la “Gazzetta dello Sport” stamani nell’edizione cartacea. Juan Cruz Monteagudo  ne è convinto:

“C’era Catania nel mio destino, una città straordinaria. A chi è cresciuto qui sembra normale e quindi non ci fa troppo caso, ma Catania è la prima città in cui vedi il mare e la montagna. In 30 minuti puoi scegliere dove andare, è pazzesco!

Il Catania del 2011? Faceva faville e schierava una dozzina di argentini e in patria erano seguiti. Era la ‘mia squadra’ il Catania del Cholo Simeone, Izco, Spolli, Barrientos. La convocavo nelle partite alla PlayStation. Erano i miei beniamini”

(Fonte immagine: LaSiciliaWeb)

Verso Catania-Picerno, un solo precedente al “Massimino”

La sfida che si giocherà sabato tra Catania e Picerno sarà il secondo precedente tra le due squadre allo stadio “Angelo Massimino” di Catania. 

Complice la recente storia degli ospiti fondati solamente nel 1973 con conseguente partecipazione a campionati perlopiù regionali tra cui terza, seconda e prima categoria lucana, e analizzando il fatto che il Catania ha militato sempre in categorie superiori (Serie A e Serie B), le due squadre si sono affrontate pochissime volte. 

Solamente nella stagione 2019-20 grazie alla promozione in serie C dei lucani e alla partecipazione nella stessa divisione dei rossazzurri, le due compagini si sono affrontate per la primissima volta nella loro storia. Unico precedente al “Massimino” datato 13 ottobre 2019 con risultato finale di 1-0. 

Era il Catania allenato da mister Andrea Camplone, da lì a poco esonerato in seguito alla brutta sconfitta per 5-0 contro la Vibonese avvenuta il 21 ottobre 2019. Dopo un primo tempo privo di emozioni, il Catania si portò in vantaggio all’inizio della ripresa con gol di Andrea Mazzarani in seguito ad una mischia avvenuta in area di rigore; in occasione di quel match il Picerno segnò due gol ma entrambi annullati per posizione di fuorigioco. 

In terra lucana invece sono due i precedenti, la partita di ritorno della stagione 2019-20 datata 26 febbraio 2020 e terminata con il successo etneo per 1-2, e la partita di andata della stagione corrente 2021-22 del 4 ottobre 2021 decisa dal rigore siglato da Luca Moro. 

Alessandro Albertini si riprende la fascia destra con “scavetto”

Additato, a ben donde, come tra gli artefici della sconfitta casalinga del Catania al “Massimino” contro il Catanzaro, Alessandro Albertini non solo si è ripreso la fascia destra dimostrando di reggere l’urto della maglia da titolare ma si è anche tolto lo sfizio di beffare il portiere della Turris con uno scavetto degno di un funambolico attaccante di razza.

L’errore in copertura contro il Catanzaro che è costato al Catania il gol dell’1-2, è già un lontano ricordo. Ieri la prova di Albertini è stata maiuscola sia in fase di copertura (l’errore sulla corsia di destra è di Russotto in ripiegamento in occasione del gol realizzato dai campani), sia in proiezione offensiva dove non  ha mai lesinato generosità in proposizione e sovrapposizione e, dopo aver sfiorato il gol centrando la traversa con un destro dalla distanza, ha pensato bene di scavalcare il portiere con un colpo sotto da fantasista.

Abbiamo bisogno di garanzie su una fascia sguarnita dopo la partenza di Luca Calapai. Un’eventuale assenza di Albertini implicherebbe il riadattamento di un centrale o di un terzino sinistro per cui avere quanto meno una certezza è imprescindibile. E dopo un paio di partite di assestamento, Albertini sembra aver imboccato la retta via.

(foto: calciocatania.it)

Edoardo Barbera Catania
Barbera (Il Podcast dell’Elefante): “Silenzio preoccupante. Spero di sbagliarmi”

Per la rubrica Mood Ospite, risponde alle nostre domande l’amico e collega Edoardo Barbera (Il Podcast dell’Elefante). Con lui abbiamo disquisito sulle ultime vicende in casa Catania: dalle prestazioni in campo, alle questioni extra-campo. Una bella chiacchierata con tanti spunti interessanti offerti da un collega preparato e in gamba come il caro Edoardo. Buona lettura.

Edoardo, innanzitutto grazie da parte nostra per aver accettato l’invito. Come stai?

“Buongiorno ragazzi e grazie per questo nuovo invito. Io sto bene. Si va avanti dopo questo periodo di pandemia che sembra ormai scemare con il passare delle giornate. Speriamo di uscircene definitivamente dopo due anni”.

Concentriamoci inizialmente sul campo. Cosa ti ha colpito maggiormente della vittoria del Catania a Torre del Greco?

“Del Catania mi colpisce, anche se ormai non più di tanto, il fatto che mister Baldini è riuscito a creare in mezzo a tante difficoltà un gruppo che riesca a sudare la maglia domenica dopo domenica. Credo che la presenza dei tifosi domenica a Torre del Greco credo sia la prova che questa squadra non è mai stata abbandonata ne da parte del pubblico e ne da parte di un allenatore che ad oggi non sa se la sua riuscirà a completare il campionato o meno. Anche le critiche su Moro hanno avuto una pronta risposta: il ragazzo è concentrato sul Catania e domenica lo ha dimostrato”.

In Campania tra i migliori in campo c’è stato Pinto. Pensi la fine del mercato possa aver influito sulla sua prestazione molto convincente?

“Non penso abbia influito la fine del calciomercato sulla prova convincente del ragazzo a Torre del Greco. Pinto ormai lo conosciamo come giocatore. Per il Catania si è sempre sacrificato, però è sempre stato molto incostante. In questi anni, ha sfoderato prestazioni straordinarie ed altre dove il Catania sembrava con un uomo in meno”. 

Spostiamoci all’extra-campo, che in questi giorni tiene banco con l’asta competitiva ormai agli sgoccioli. Quali sono le tue aspettative?

“Sinceramente non so più cosa pensare. Preferisco andarci cauto, anche perché abbiamo visto in passato cosa è successo con Tacopina. Da quando la matricola è fallita il Catania è in silenzio. L’unico a parlare è mister Baldini, ma per il discorso campo che è il suo ruolo. Questo silenzio un po’ mi preoccupa, perché comunque in passato anche in altre piazze dinanzi ad un possibile passaggio di proprietà c’è sempre qualche spiffero che esce per alimentare una discussione nella piazza positiva o negativa che possa essere. Il silenzio che c’è qui non mi sembra un buon presagio. Chiaramente spero di sbagliarmi, perché anche quando si è nominato qualcuno negli scorsi mesi, poi non abbiamo saputo più nulla”.

Valutando anche le esperienze passate, qualora all’apertura delle buste ci fosse un aggiudicatario, cosa pensi sarebbe meglio: un solo imprenditore o una cordata?

“Un solo imprenditore secondo me è meglio che una cordata. Troppe teste non portano da nessuna parte, è SIGI ne è stata un’esempio. Un solo imprenditore può gestire meglio una squadra di calcio, specialmente se avrà accanto gente competente ognuno nei propri ruoli. Io mi auguro che alla fine sia un solo imprenditore a prendere il Catania”.